I.T.I.S. “FRANCESCO GIORDANI”

 VIA LAVIANO - 81100  CASERTA

Indirizzi: chimica industriale – elettronica e  telecomunicazioni - elettrotecnica ed automazione - informatica sperimentale “abacus”- meccanica

centralino 0823/327359 - fax 0823/325655

e-mail: itisce@tin.it

 

Proposta di un nuovo Regolamento d’Istituto

 

All'inizio dell'anno scolastico 1998/99 è entrato in vigore lo Statuto delle studentesse e degli studenti, un altro tassello del rinnovamento della scuola, frutto di un lungo confronto che ha coinvolto tutte le componenti della scuola, e in primo luogo gli studenti, attraverso le loro associazioni, le loro rappresentanze istituzionali e numerosissimi contributi giunti da assemblee di istituto. Ora occorre lavorare per rendere lo Statuto sempre più conosciuto e applicato e per far sì che i principi contenuti in esso entrino definitivamente a far parte della cultura della scuola.

Lo Statuto, che assume la forma di Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.), si colloca nel processo di acquisizione dell'autonomia da parte delle scuole, sia nel senso che detta norme generali che i singoli istituti dovranno poi integrare e sviluppare, sia nel senso che contribuisce a definire il quadro delle relazioni fra gli studenti, e fra studenti e altre componenti, all'interno delle comunità scolastiche chiamate a progettare autonomamente la loro offerta formativa.

 

DISCIPLINA E ORGANO DI GARANZIA

Una delle più grandi innovazioni dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti è proprio quella di aver introdotto strumenti di tutela e di garanzia, istituendo l'Organo di Garanzia: uno interno ad ogni istituto ed uno provinciale (art.5, commi 2 e 4) con il compito di controllare l'effettivo rispetto dello Statuto, la conformità ad esso dei Regolamenti d'Istituto e di dirimere le controversie. Le sanzioni più gravi devono sempre essere decise da un organo collegiale e non possono più essere decise arbitrariamente, per questo è possibile usufruire delle sanzioni alternative: le "pene" hanno una finalità educativa tesa a far comprendere l'errore e ad evitare che esso non sia più commesso in futuro e le sanzioni alternative rispondono certamente meglio a questa esigenza.

Si comprende quindi come l'emanazione dello Statuto costituisca un tappa fondamentale nella legislazione scolastica italiana ferma al Regio Decreto del 1925 che elencava le sanzioni disciplinari e ne regolava l'applicazione. Non si parlava certo di diritti né tanto meno di garanzie, la scuola del resto era considerata una cura di pochi a favore di molti, non tutti.

Definire diritti e doveri degli studenti ed istituire un organo di garanzia è un segno di volontà democratica e di coerenza pedagogica in quanto si cerca di promuovere credibilità educativa e condivisione sociale delle responsabilità, dei processi e degli esiti.
Gli Organi di Garanzia sono un atto di democrazia difficile da applicare; infatti sono cosa poco nota alla maggior parte delle famiglie, dei ragazzi e anche dei docenti; la sfida che attende ogni istituito scolastico è proprio la sua realizzazione concreta. E' necessario formare a tal fine dirigenti scolastici, docenti e studenti affinché l'impulso innovativo della riforma non venga smorzato dalla mancanza di informazione e dall'indifferenza o non si traduca in mera proceduralità burocratica.
L'Organo di Garanzia provinciale è composto da due studenti designati dalla Consulta Provinciale degli Studenti, da tre docenti e da un genitore designati dal Consiglio Scolastico Provinciale ed è presieduto da una persona di elevate qualità morali e civili nominata dal dirigente dell'amministrazione scolastica periferica.L'organo di garanzia provinciale (del quale fanno parte anche due studenti nominati dalla Consulta provinciale degli studenti) emana un parere vincolante in merito alle presunte violazioni dello statuto, anche contenute nei regolamenti d'istituto. Il parere deve essere chiesto dal Provveditore prima di decidere in via definitiva. Ai due organi possono ricorrere tanto gli studenti, quanto chiunque vi abbia interesse, a conferma che la scuola è una comunità, all'interno della quale ognuno ha il diritto/dovere di operare per trovare una strada adeguata per la corretta applicazione delle norme.
Il valore dello Statuto si realizza anche in questi strumenti di tutela e di garanzia propri di un sistema democratico che sono fondamentali nell'attuazione della cittadinanza studentesca.

 


LO STATUTO E L’AUTONOMIA

TEMA

NELLO STATUTO D.P.R. 249/1998

Art

NEL REGOLAMENTO DELL'AUTONOMIA D.P.R. 275/1999

Art

COSA SIGNIFICA

COSA FARE

Cos'è la scuola

Luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze, delle competenze e della coscienza critica

1/c.1

Le Istituzioni scolastiche provvedono alla definizione e alla realizzazione dell'offerta formativa

1/c.1

Sostituire la cultura del nozionismo: diviene centrale la didattica e il sapere apprendere

Tradurre questi principi nel POF e formare i docenti e gli studenti per renderne effettiva l'applicazione

 

COMUNITÀ di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici

1/c.2

Condivisione delle scelte, partecipazione di tutte le componenti, rapporti con le realtà operanti sul territorio

3/ c.

1-2-4

Adottare un metodo di lavoro cooperativo e riconoscere pari dignità a tutti

Tutte le scelte devono essere condivise da tutte le componenti della comunità scolastica

Missione della scuola

Crescita della persona in tutte le sue dimensioni: formazione alla cittadinanza, realizzazione del diritto allo studio, sviluppo delle potenzialità di ciascuno, della personalità dei giovani, del loro senso di responsabilità, della loro autonomia individuale

1/c.2-3 2/c.8a

Sviluppo della persona umana e delle potenzialità individuali al fine di garantire il successo formativo

1/c.

1-2 4/c.1

Lo studente è un soggetto non più un mero destinatario: la scuola mira non solo all'acquisizione di conoscenze, ma anche di competenze e metodi

Questi devono essere gli obiettivi di ogni progetto delle scuole, occorre in particolare soddisfare i bisogni di ciascuno studente attivando percorsi adeguati

Scuola e territorio

La comunità scolastica deve interagire con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte in armonia con i principi generali dell'ordinamento italiano

1/c.2-3

Coerenza con gli obiettivi generali determinati a livello nazionale: riflette le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale; comprende e riconosce le diverse opzioni metodologiche Il dirigente scolastico attiva i necessari rapporti con gli enti locali e con le diverse realtà istituzionali, culturali, sociali ed economiche

3/c.

2-4

La scuola non è più un isola senza contatti con l'esterno: le scuole devono rapportarsi tra di loro, rispondere ai bisogni della società di cui sono parte. La scuola deve essere una risorsa per il territorio e il territorio deve essere una risorsa per la scuola che pertanto deve poter essere aperta all'esterno

Considerare gli spazi della scuola come utilizzabili da tutto il territorio circostante. Stipulare accordi, intese, convenzioni per creare una rete di collaborazioni. Sfruttare la risorsa rappresentata dalla Consulta Provinciale degli Studenti

Doveri della scuola

Servizio didattico di qualità; offerte formative aggiuntive recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio; recupero della dispersione scolastica; sicurezza degli ambienti; adeguatezza delle strutture tecnologiche; servizi di sostegno e promozione della salute

2/c.8

Assicurare iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e professionale, coordinandosi eventualmente con le attività assunte dagli enti locali; promuovere l'introduzione e l'utilizzazione di tecnologie innovative. Le scuole provvedono a tutti gli adempimenti relativi alla carriera scolastica degli alunni.

4/c.

4-5 14/c.2

La scuola deve fornire un servizio di qualità: tutte le componenti della comunità devono concorrere al raggiungimento di tale obiettivo, assumendosi i rispettivi obblighi. La ricerca dell'innovazione è indicatore di qualità

Attivare i percorsi, realizzare le attività e i progetti necessari: rispetto dei paletti determinati a livello nazionale


 

Organizzazione della scuola

Diritto dello studente ad esprimere la propria opinione anche mediante una consultazione

2/c.5

La modalità organizzativa scelta deve curare la promozione e il sostegno dei processi innovativi e il miglioramento dell'offerta formativa

5/c.1

L'organizzazione è un elemento determinate per assicurare l'utilizzo di processi innovativi e il miglioramento dell'offerta formativa

Condividere le scelte in materia di organizzazione

Diritto alla partecipazione attiva e responsabile

In particolare sulle scelte di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e di materiale didattico

2/c.4

La scelta per l'adozione e l'utilizzazione delle metodologie e degli strumenti didattici, ivi compresi i libri di testo, sono coerenti con il POF e sono attuate con criteri di trasparenza e tempestività

4/c.5

Se la scuola è una comunità dove tutti hanno pari dignità è ovvio che le scelte devono essere condivise. La partecipazione consente di rafforzare il senso di comunità

Coinvolgere gli studenti in tutti le fasi dei processi decisionali, con il fine di educare alla democrazia. Inserire nel Regolamento d'istituto le modalità di partecipazione

Diritto di assemblea e di associazione

La scuola disciplina il diritto di riunione e di assemblea degli studenti a tutti i livelli. Le associazioni studentesche possono operare e svolgere iniziative. È previsto l'utilizzo di locali da parte degli studenti e delle loro associazioni

2/c.9 2/c.10

Il POF tiene conto delle indicazioni formulate dalle associazioni, anche di fatto, degli studenti

3/c.3

La scuola come luogo di formazione alla cittadinanza si informa ai valori democratici: deve prevedere forme di rappresentanza e riconoscere la valenza formativa di esperienze di reale partecipazione democratica

Scrivere il Regolamento dell'assemblea d'Istituto e disciplinare le forme di partecipazione alla vita della scuola. Attivare percorsi di formazione per i rappresentanti e fornire le competenze necessarie alla partecipazione

Diritto ad essere informato

Su tutte le decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola. Lo Statuto e ogni altro documento fondamentale vengono consegnati agli studenti all'atto dell'iscrizione

2/c.3 6/c.2

Gli obiettivi dell'autonomia si attuano con criteri di trasparenza e tempestività. Il POF è reso pubblico e consegnato agli studenti e alle famiglie all'atto dell'iscrizione

4/c.5 3/c.5

L'informazione è fondamentale per consentire la partecipazioni e l'attuazione dei diritti. Ovviamente implica un obbligo ad informare

Individuare le modalità per una corretta informazione: la bacheca o la consegna di una normativa non sono le uniche soluzioni

Intercultura

Rispetto della vita culturale e religiosa degli studenti stranieri anche mediante attività di accoglienza e tutelando la loro lingua e cultura

2/c.7

Si possono programmare percorsi formativi che coinvolgono più discipline e attività nonché insegnamenti in lingua straniera

4/c.3

Comprendere le altre culture e considerare le differenze una risorsa. Tutelare i diritti delle minoranze

Attivare percorsi interdisciplinari ed esperienze dirette, valorizzando anche l'esistente nella scuola.

Cittadinanza di tutti

Libertà di espressione, di coscienza e di religione: ripudio di ogni barriera sociale, ideologica e culturale

1/c.2-4

Occorre considerare anche le esigenze di gruppi minoritari

3/c.2

Nella comunità scolastica le differenze non solo sono rispettate ma valorizzate

Non si possono sanzionare questi comportamenti

Diritto alla privacy

Tutela del diritto dello studente alla riservatezza

2/c.2

Adozione di tutte le iniziative utili al successo formativo

4/c.1

Garantire questo diritto in ogni aspetto: perché non applicarlo anche per la valutazione?

Individuare nel Regolamento le modalità di tutela della riservatezza


 

Diritto alla formazione e valorizzazione delle inclinazioni personali

Formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità di idee grazie ad un'adeguata informazione, alla possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome

2/c.1

Le scuole riconoscono e valorizzano le diversità e promuovono le potenzialità di ciascuno anche attraverso l'individuazione di criteri per il riconoscimento dei crediti e il recupero dei debiti scolastici di ciascun alunno e dei crediti formativi relativi alle attività aggiuntive o liberamente effettuate dagli alunni e debitamente accertate o certificate

4/c.

1-6

Rispondere ai bisogni formativi: dalla scuola di tutti alla scuola di ciascuno. Lo studente non è più considerato un apprendista che impara in modo standard, ma un soggetto con sue inclinazioni personali e capace di contribuire a determinare il proprio percorso formativo

Adottare il criterio di flessibilità: articolazione modulare del monte ore, utilizzo di unità d'insegnamento non corrispondenti ad unità orarie, attivazione di percorsi didattici individualizzati, gruppo classe, aggregazione delle discipline in aree e ambiti. Coerenza con la normativa degli esami di stato

Sstudenti-docenti

Fondare il Servizio educativo-didattico sulla qualità delle relazioni studente-insegnante: occorre anche attivare un dialogo costruttivo e perseguire la continuità dell'apprendimento

1/c.32/c.

1-4-8a

Migliorare l'efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento

1/c.2

Passare dalla scuola dell'insegnamento a quella dell'apprendimento

Inserire nel POF e nel Regolamento d'Istituto il diritto dello studente di partecipare alla definizione del suo percorso formativo

Diritto all'apprendimento

È riconosciuta la libertà di apprendimento: diritto di scelta delle attività curricolari integrative e delle attività facoltative. I tempi di queste e delle attività didattiche tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti

2/c.6

Nel rispetto della libertà d'insegnamento e delle finalità generali del sistema si persegue il diritto ad apprendere. I tempi dell'insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività sono adeguati ai ritmi di apprendimento degli alunni

4/c.

1-2

Solo in situazione attiva, che mobiliti le risorse individuali e la motivazione ad apprendere, lo studente è partecipe al processo di insegnamento/ apprendimento

Utilizzare anche metodologie didattiche attive e adeguare i tempi dell'insegnamento ai ritmi di apprendimento degli studenti

Definizione dei curricoli

La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti

2/c.1

Attenzione alle diverse esigenze formative e alle attese degli alunni concretamente rilevate, alle necessita di garantire efficaci azioni di continuità e di orientamento. Agli studenti sono offerte possibilità d'opzione

8/c.

4-6

Che lo studente deve poter condividere e concorrere alla determinazione delle scelte formative nel rispetto dei ruoli di ogni componente

Valorizzare gli spazi esistenti (assemblee di classe…) e prevedere nel patto formativo le modalità d'attuazione

Elaborazione del POF

Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola (su didattica, curricoli e organizzazione), esercita il diritto di scelta tra le attività

2/c.4-5

Sulla base di indicazioni fornite dal Consiglio d'istituto, tenuto conto dei pareri e delle proposte degli studenti e dei genitori, è elaborato dal collegio docenti e adottato dal Consiglio d'Istituto.

3/c.3

Il percorso che porta alla stesura del POF, in un'ottica di condivisione delle scelte e di processo, è altrettanto importante quanto i suoi contenuti

Individuare degli strumenti concreti di rilevazione dei bisogni del territorio e degli studenti (questionari, commissioni miste…). Gli studenti concorrono alla determinazione del mandato sociale della scuola


 

Regolamento d'Istituto

I regolamenti delle scuole sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti e individuano anche i comportamento che configurano mancanze disciplinari, le relative sanzioni, il corretto svolgimento dei rapporti, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, l'organo di garanzia interno

4/c.16/c.1

Il regolamento d'Istituto è adottato dalle scuole a norma dell'art. 4 D.P.R. 249/1998 e deve anche disciplinare le iscrizioni, le frequenze, le certificazioni, la documentazione, la valutazione dei crediti e dei debiti formativi, la partecipazione a progetti territoriali e internazionali, la realizzazione di scambi culturali internazionali

14/c.2

Il regolamento d'Istituto diventa lo strumento fondamentale per disciplinare i percorsi che rendono effettivi i diritti riconosciuti. Inoltre disciplinare con questo strumento significa poter garantire il rispetto delle norme grazie alla presenza dell'organo di garanzia

Istituire una commissione paritetica per la stesura del regolamento che deve essere coerente soprattutto con il regolamento dell'autonomia, lo Statuto delle studentesse e degli studenti e il POF dell'Istituto

Valutazione

Diritto ad una valutazione tempestiva e trasparente, volta ad attivare un processo di autovalutazione; nessuna infrazione disciplinare può influire sulla valutazione del profitto

2/c.44/c.3

Le scuole individuano modalità e criteri di valutazione degli alunni ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati

4/c.4

La valutazione non è uno strumento punitivo: serve, in un'ottica di autovalutazione, a far capire gli errori e ad individuare i percorsi di recupero e sostegno

Un patto formativo per stabilire i criteri della valutazione. Ci si può appellare all'Organo di garanzia scolastico se la valutazione diviene punitiva di sanzioni disciplinari

Successo formativo

La scuola garantisce la crescita della persona umana in tutte le sue dimensioni, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, riconosce il diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata

1/c.2-32/c.1

La scuola ha l'obiettivo di raggiungere il successo formativo di tutti e di ciascuno

1/c.2

Gli interventi di riforma del sistema scolastico si prefiggono come scopo di innalzare la qualità del percorso formativo e di rendere effettivo il diritto al sapere degli studenti

Il processo che le scuole e il territorio scelgono di attivare diviene un elemento essenziale per raggiungere il successo formativo: il metodo di lavoro deve essere coerente con i principi fondanti le nuove normative

 


 

ISTITUTO TECNICO INDUSTRIALE

LICEO SCIENTIFICO TECNOLOGICO – LICEO TECNICO AMBIENTALE

“FRANCESCO GIORDANI” CASERTA

A.S. 2001/2002

 

IL DIRIGENTE SCOLASTICO

 

Visto lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria

(DPR 24 giugno 1998, n° 249; in GU 29 luglio 1998, n° 175);

Visto il decreto legislativo 16/02/1994, n° 297 art. 328, commi 2 e 4;

Visto il D.P.R. 31 maggio 1974, n° 416 art. 42,43,44,45;

Vista l’approvazione del Collegio docenti del               verbale n°

Vista l’approvazione del Consiglio d’Istituto del                       verbale n°

Sentito il parere degli studenti riuniti in Assemblee di Classe;

Sentito il parere dei genitori e del  personale dell’Istituto

 

Adotta

ad integrazione dello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria il seguente

IL REGOLAMENTO D'ISTITUTO

redatto dalle rappresentanze di tutte le componenti della comunità scolastica

 

Art. 1
Il presente Regolamento è conforme ai principi e alle norme dello "Statuto delle Studentesse e degli Studenti", emanato con il D.P.R. 24 giugno 1998 n. 249 (allegato), del Regolamento dell'Autonomia delle Istituzioni scolastiche, emanato con il D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275 ( allegato), del D.P.R. 10 ottobre 1996, n. 567, e sue modifiche e integrazioni.
È coerente e funzionale al Piano dell'Offerta Formativa adottato dall'Istituto.

Art. 2
Il presente Regolamento è stato predisposto dal docente incaricato della Funzione Obiettivo “Regolamento di disciplina e Area di progetto”, è stato poi raccolto il parere degli studenti nelle assemblee di classe appositamente convocate, del comitato studentesco, dei genitori, del Dirigente Scolastico, dei docenti, del personale Ata. Alla fine di questo iter, la versione finale è stata redatta con le rappresentanze di tutte le componenti della comunità scolastica, comprese quelle degli studenti e dei genitori, nella consapevolezza che tutte le componenti operanti nella scuola, ciascuna nel rispetto del proprio ruolo e secondo le proprie competenze, sono costantemente impegnate a garantire in ogni circostanza il rispetto delle libertà sancite dalla Costituzione della Repubblica italiana.
Sono previsti dei documenti aggiuntivi per regolamentare singole discipline di rilevanza interna all'Istituto quali: regolamenti di classe, regolamenti specifici per l'utilizzo degli spazi attrezzati, regolamento del Comitato Studentesco, regolamento dell'Assemblea degli Studenti, procedure attuative.
È inoltre possibile dotarsi di altri regolamenti specifici, compresi quelli per disciplinare l'assemblea di classe. Detti regolamenti sono redatti e adottati, salvo diverse disposizioni previste dalle normative vigenti, tenendo conto della partecipazione attiva e responsabile di tutte le diverse componenti della comunità scolastica.

Art. 3
La scuola favorisce e promuove la formazione della persona e assicura il diritto allo studio garantito a tutti dalla Costituzione. L'indirizzo culturale della scuola si fonda sui principi della Costituzione repubblicana, al fine di realizzare una scuola democratica, dinamica, aperta al rinnovamento didattico - metodologico e ad iniziative di sperimentazione che tengano conto delle esigenze degli studenti nel pieno rispetto della libertà di insegnamento e nell'ambito della legislazione vigente. La scuola è aperta ai contributi creativi responsabilmente espressi dalle sue componenti: gli studenti, i genitori, il personale ATA e i docenti. Gli organi collegiali competenti potranno, inoltre, prendere in considerazione altri apporti che dovessero pervenire dalle forze sociali e culturali organizzate esterne ala scuola. Sono considerati assolutamente incompatibili con i criteri sopra enunciati, e quindi in ogni modo vietati, atti di intimidazione della libera e democratica espressione o partecipazione delle varie componenti alla vita della scuola, manifestazioni di intolleranza, qualsiasi forma di violenza e discriminazione.

Art. 4
La scuola si propone come luogo di educazione in senso ampio, dove il processo di apprendimento, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica degli studenti vengono favoriti e garantiti dal "patto formativo"; attraverso di esso si realizzano gli obiettivi del miglioramento della qualità, della trasparenza, della flessibilità, della collegialità e della partecipazione attiva, secondo le modalità definite dal Piano dell'Offerta Formativa dell'Istituto.
Nello spirito del "patto formativo", ogni componente si impegna ad osservare e a far osservare il presente regolamento, che, secondo la prassi istituzionale, è adottato dal Consiglio di Istituto ai sensi dell'Art.10.3, comma a, del D.Lgs. 297/1994 ed ha pertanto carattere vincolante. È uno strumento a carattere formativo, che definisce le corrette norme relazionali e procedurali alle quali far riferimento, il cui rispetto diviene indice di consapevole e responsabile partecipazione alla vita scolastica.

Art. 5
Il presente regolamento, adottato anche per i prossimi anni scolastici, può essere modificato dal Consiglio di Istituto, secondo le modalità previste dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti, anche su proposta delle singole componenti scolastiche e degli Organi Collegiali, previa informazione e condivisione da parte di tutta la comunità scolastica.

Art. 6
Gli studenti hanno diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata, attenta ai bisogni formativi, che rispetti e valorizzi, anche attraverso attività di orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee.
La scuola garantisce la libertà d'apprendimento di tutti e di ciascuno nel rispetto della professionalità del corpo docente e della libertà d'insegnamento. Il diritto all'apprendimento è garantito a ciascuno studente anche attraverso percorsi individualizzati (mediante: didattica per livelli, recupero approfondimento, tutoring, learning center) tesi a promuoverne il successo formativo. Sin dall'inizio del curriculum lo studente è inserito in un percorso di orientamento, teso a consolidare attitudini e sicurezze personali, senso di responsabilità, capacità di scelta tra i diversi indirizzi dell'istituto o tra le proposte di formazione presenti sul territorio.
Ciascuno studente ha diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento: a tale riguardo i docenti si impegnano a comunicare contestualmente gli esiti delle prove orali, mentre per le verifiche scritte gli elaborati dovranno essere riconsegnati non oltre i dieci giorni che precedono la successiva prova. I singoli docenti, i consigli di classe e gli organi scolastici individuano le forme opportune di comunicazione della valutazione per garantire la riservatezza di ciascuno studente e la correttezza dell'informazione data.
La scuola garantisce l'attivazione di iniziative finalizzate al recupero delle situazioni di ritardo e di svantaggio.

Art. 7
Gli studenti hanno diritto ad essere informati in maniera efficace e tempestiva sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola, in particolare alla conoscenza delle scelte relative all'organizzazione, alla programmazione didattica, ai criteri di valutazione, alla scelta dei libri di testo e del materiale didattico in generale ed in particolare su tutto ciò che può avere conseguenze dirette sulla loro carriera scolastica.

Art. 8
Tutte le componenti della comunità scolastica hanno diritto di esprimere la propria opinione. Gli studenti possono pronunciarsi, anche su loro richiesta, riguardo a tutte le decisioni importanti sull'organizzazione della scuola. Devono quindi essere posti nelle condizioni di poter discutere collettivamente e consapevolmente delle proposte formulate dalle altre componenti, di poterne formulare a loro volta e di concorrere alle decisioni finali (secondo le modalità previste dal Regolamento del Comitato studentesco, dal Piano dell'Offerta Formativa e dalle normative vigenti).
Ciascuna componente ha il diritto di diffondere le sue idee mediante l'uso di documenti distribuiti alle singole persone. Il Consiglio di Istituto decide le modalità di affissione e pubblicizzazione dei documenti redatti dalle assemblee delle singole componenti.

Art. 9
Ogni componente può riunirsi nelle assemblee previste dai Decreti Delegati; in particolare le assemblee degli studenti sono considerate parte integrante della loro formazione educativa. Gli studenti hanno diritto a partecipare in modo attivo e responsabile alla vita della Scuola. Gli studenti partecipano, intervenendo in ogni fase dell'elaborazione e della decisione, con una rappresentanza paritetica alle commissioni incaricate di volta in volta di promuovere iniziative e attività.
Gli studenti hanno diritto di associarsi liberamente all'interno dell'Istituto mediante deposito agli atti dello statuto dell'associazione, così come previsto dal D.P.R. 567/96 e sue modifiche e integrazioni. Gli studenti hanno diritto ad utilizzare gli spazi della scuola al fine di svolgere iniziative come singoli o come associazioni secondo le modalità previste dagli specifici regolamenti e convenzioni.

Art. 10
La scuola organizza attività integrative alle quali lo studente può partecipare liberamente; la non partecipazione a tali attività non influisce negativamente sul profitto, la partecipazione può dar esito, secondo le modalità previste, a credito scolastico.
Le iniziative complementari si inseriscono negli obiettivi formativi delle scuole. La partecipazione alle relative attività può essere tenuta presente dal Consiglio di classe ai fini della valutazione complessiva dello studente.
Le attività integrative e le iniziative complementari sono disciplinate dal d.P.R. 567/96 e sue modifiche e integrazioni. Il Comitato studentesco ha parere obbligatorio in fase di decisione e organizzazione di ogni iniziativa.
La scuola s'impegna, compatibilmente con le risorse disponibili, ad acquisire una strumentazione tecnologica adeguata e ne promuove l'utilizzo consapevole e l'accesso autonomo da parte degli studenti (conformemente con le norme che regolano l'utilizzo degli spazi attrezzati).

Art. 11
Tutte le persone appartenenti a tutte le componenti della comunità scolastica hanno diritto a vedere rispettata in ogni situazione la loro dignità personale. I rapporti interni alla comunità scolastica si informano al principio di solidarietà.
Lo studente ha diritto alla riservatezza della propria vita personale e scolastica, fatto salvo l'obbligo di mantenere costante e proficuo il rapporto con le famiglie. I genitori hanno il diritto ad avere informazioni sul comportamento e sul profitto dei propri figli direttamente dagli insegnanti. I dati personali dello studente e le valutazioni di profitto devono essere utilizzati all'interno della comunità scolastica nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675. Lo studente al compimento del diciottesimo anno di età deve essere informato sui diritti che gli derivano dall'acquisizione della capacità di agire ed in particolare dalla predetta legge 31 dicembre 1996, n. 675; il trattamento dei suoi dati e il passaggio di informazioni inerenti la sua carriera scolastica potrà avvenire, da allora in poi, solo con il suo consenso scritto.

Art. 12
Tutti gli studenti hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della Comunità alla quale appartengono, con particolare attenzione ai bisogni degli studenti. La Scuola promuove iniziative atte a favorire il superamento di eventuali svantaggi linguistici, ricorrendo anche, ove necessario a servizi offerti dagli enti territoriali. La scuola promuove nell'ambito degli scambi culturali iniziative di accoglienza e attività varie finalizzate allo scambio fra le diverse culture.
La scuola organizza servizi alla persona e di counseling anche nell'ambito del Centro Informazione e Consulenza. Ogni dato psicofisico e personale, riferito allo studente, rilevante nell'attività formativa, è registrato in ambiente scolastico con garanzia di massima riservatezza e professionalità. La scuola garantisce ambienti e strutture adeguate agli studenti portatori di handicap.

Art. 13
I doveri tendono a garantire nella quotidianità della vita scolastica l'esistenza di un contesto consono all'attuazione del "patto formativo" e all'equilibrato esercizio dei diritti-doveri da parte di ciascuna componente, nel rispetto delle reciproche libertà e come espressione del senso di appartenenza ad un contesto comune di vita.
Ogni componente la comunità scolastica si assume le responsabilità e gli oneri connessi al proprio ruolo, ma mentre questi sono giuridicamente definiti per il personale docente e non docente della scuola dal "Contratto Nazionale di Lavoro", per quanto riguarda gli studenti vengono sanciti dal presente regolamento, nel rispetto della normativa vigente e con particolare riferimento alla normativa di cui all'art.1.

Art. 14
Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi, assolvere assiduamente agli impegni di studio, mantenere un comportamento corretto e collaborativo.
Ad avere nei confronti del capo di Istituto, dei docenti, del personale non docente, lo stesso rispetto che questi ultimi devono loro.
Ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dall'apposito regolamento, in particolare non sostando lungo le scale antincendio ed eseguendo con assoluta tempestività, se necessario, le azioni previste dal "piano di evacuazione" dell'edificio scolastico.
Ad utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici, comportandosi in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
A deporre i rifiuti, differenziandoli, negli appositi contenitori ed avere la massima cura nell'uso degli arredi, condividendo la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico.

Art. 15
La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
Le sanzioni disciplinari sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica (sanzioni alternative).

Art. 16
Le norme che regolano i doveri degli studenti, le infrazioni disciplinari e le relative sanzioni sono state raccolte in quattro tabelle, che fanno riferimento:

alle infrazioni disciplinari non gravi, facilmente verificabili e individuali (tabella A)

alle infrazioni disciplinari gravi e individuali (tabella B)

alle infrazioni disciplinari sanzionabili pecuniariamente (tabella C)

Art. 17
Per l'irrogazione delle sanzioni alle lettere f) e g) e per i relativi ricorsi si applicano le disposizioni di cui all'art. 328, commi 2 e 4, del D.Lgs. 16 aprile 1994, n.297. Contro le sanzioni disciplinari diverse da quelle sopra individuate è ammesso ricorso da parte degli studenti entro quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione all'organo di garanzia interno alla scuola costituito a norma dell'art. 7.
I provvedimenti decisi dall'organo collegiale preposto comportano l'instaurarsi di una procedura aperta da una breve istruttoria a porte chiuse dell'organo disciplinare e seguita dall'audizione dello studente nei cui confronti l'organo procede. Esaurita questa fase l'organo di disciplina torna a riunirsi a porte chiuse e decide sulla sanzione da comminare. Tale decisione è subito comunicata allo studente interessato che, ammesso dinanzi a tale organo, può chiedere la commutazione della sanzione ai sensi dell'art. 6.2 del presente regolamento. Su tale eventuale richiesta decide in via definitiva l'organo di disciplina, che renderà tempestivamente note le sue conclusioni all'interessato.

Art. 18
L'Organo di Garanzia (OG) è composto da:

·  2 docenti, eletti dal Collegio Docenti

·  2 studenti (di cui 1 del biennio e 1 del triennio eletti separatamente)

·  1 genitore, eletto dal Comitato Genitori

·  1 rappresentante del personale non docente

·  1 presidente (scelto dallo stesso OG) che sia attualmente esterno alla scuola (potrebbe essere un ex docente/genitore/studente, un rappresentante indicato dal Comune, un esperto che collabora abitualmente con la scuola...) con la funzione di mediare tra le diverse componenti e di fornire un punto di vista esterno rispetto alla scuola (vanno comunque precisate le competenze che questa figura deve possedere, le risorse a disposizione dell'OG ed eventuali forme di retribuzione per i partecipanti).
Le elezioni avvengono all'inizio di ogni anno scolastico, secondo le modalità definite da ogni singola componente.
L'OG interviene nelle sanzioni disciplinari (diverse dalle sospensioni) e nei conflitti in merito all'applicazione del Regolamento di Istituto, su richiesta di chiunque ne abbia interesse.
Le funzioni dell'OG sono:

controllo sull'applicazione del Regolamento (tramite interviste, questionari, statistiche...)

proposta di eventuali modifiche/integrazioni (a seguito delle indagini effettuate)

facilitazione/mediazione in caso di conflitto fra le parti

informazione sul Regolamento di Istituto (distribuzione di materiali, controllo sull'efficacia degli interventi informativi)

assistenza agli Organismi di Disciplina dei Consigli di Classe nella definizione delle sanzioni sostitutive

assistenza agli studenti che subiscano un provvedimento di allontanamento dalla scuola (sospensione) durante e dopo il provvedimento stesso (art. 4, comma 8 dello Statuto)

intermediario con l'Autorità Giudiziaria in caso si renda necessario.

Il ricorso all'OG avviene entro 15 giorni dall'irrogazione della sanzione e può essere inoltrato da parte dello studente o da chiunque ne abbia interesse.
In caso di ricorso o di conflitto l'OG convoca preliminarmente le parti in causa per permettere loro di esporre il proprio punto di vista; qualora lo ritenga opportuno, può consultare un esperto anche esterno alla scuola.
Lo scopo primario dell'OG è quello di arrivare ad una mediazione soddisfacente per le parti in causa; nel caso ciò non sia possibile, l'OG elabora una risoluzione a cui le parti si devono attenere.
La decisione viene verbalizzata e pubblicizzata mediante l'affissione in un apposito spazio.
L'OG si riunisce obbligatoriamente nei mesi di ottobre, febbraio e maggio per procedere all'attività di valutazione del funzionamento del Regolamento secondo le modalità prestabilite.
Le riunioni dell'OG devono almeno prevedere la presenza di 4 eletti (tra cui almeno 1 studente) per avere validità legale.
Le decisioni all'interno dell'OG vengono prese a maggioranza o per consenso, a discrezione dell'OG stesso. L'OG ha diritto, qualora ne faccia richiesta, ad avere una formazione specifica e/o una supervisione di esperti su temi attinenti la propria funzione (ad esempio: la risoluzione dei conflitti, la negoziazione, la normativa scolastica...).

 

Art. 19 (Vita della comunità scolastica)

1.      È  vietato fumare.

2.      In classe è vietato usare telefoni cellulari.

3.      Nell’Istituto (compresi gli spazi esterni) tutti gli alunni debbono mostrare il cartellino di riconoscimento in modo ben visibile;

4.      I rapporti interpersonali devono essere sempre cortesi anche in situazioni difficili,qualsiasi problema deve essere affrontato discutendo in modo sereno e costruttivo, è severamente vietato mostrarsi minacciosi ed aggressivi.

5.      Il voto non è un premio o una punizione, ma la misura dell’apprendimento.

6.       

7.      La frequenza regolare e responsabile è uno dei principali elementi per un positivo processo di apprendimento, la presenza degli alunni alle lezioni è obbligatoria per tutta la durata dell’orario

     scolastico.

8.      Gli studenti non possono recarsi in aule diverse dalla propria se non per validi

     motivi e previa autorizzazione.

9.      E’ fatto divieto agli studenti di entrare nelle sale professori senza la presenza del

     personale ATA o di un docente.

10.  Durante il cambio degli insegnanti,  durante il trasferimento della classe dalle aule ai laboratori, alla palestra e viceversa,  nonché all’uscita dall’Istituto, gli studenti devono mantenere un comportamento corretto  per consentire l’ordinato svolgimento della vita della  Scuola.

 

 

Art 20 (Vita negli spazi esterni compresi nel perimetro dell’Istituto)

1.      Gli alunni, soprattutto quelli assenti dalle lezioni, non possono sostare negli spazi esterni compresi nel perimetro dell’Istituto e nella palestra (può essere ammesso solo nel caso di manifestazioni studentesche).

2.      Non si può circolare con il motorino, è ammesso trasportarlo a motore spento.

3.      Non si gettano oggetti per terra, si utilizzano i cestini per i rifiuti.

 

Art. 21 (Nei corridoi e spazi comuni interni all’Istituto)

1.      Non si può sostare e si circola in silenzio.

2.      I trasferimenti da un’aula all’altra avvengono in modo ordinato e silenzioso.

 

Art. 22 (Nei servizi igienici)

1.      Rispettare le norme igieniche.

2.      È vietato scrivere sui muri.

 

 

 Art. 23 (Cura dei locali, dell’arredo e delle attrezzature, uso dei laboratori)

1.      Gli studenti sono tenuti a utilizzare correttamente i locali, l’arredo, le attrezzature, è assolutamente vietato scrivere sui muri, sui banchi, sulle porte, …

2.      I collaboratori scolastici in servizio cureranno di approntare il locale e di vigilare sugli alunni  che dovranno tenere comportamenti corretti e responsabili.

3.      Gli studenti che, debitamente autorizzati, frequentino i laboratori dell’Istituto in orario pomeridiano, dovranno attenersi alle disposizioni dei relativi regolamenti particolari che del presente costituiscono parte integrante. In ogni caso la permanenza in Istituto da parte degli alunni dovrà ispirarsi a criteri di massima correttezza e senso di responsabilità, nel rispetto di persone e cose

4.      Eventuali danni e ammanchi di qualsiasi natura dovranno essere segnalati, per iscritto, al Dirigente scolastico e, una volta accertati, saranno addebitati ai responsabili o alle classi frequentanti l’ aula o laboratorio.

5.      Chi viene riconosciuto responsabile di danni al patrimonio scolastico deve risarcire il danno.

6.      Uso dei laboratori e delle aule

7.      Tutti gli spazi, gli arredi e le attrezzature sono affidati alla cura del personale e degli studenti quale risorsa pubblica comune.

8.      Ogni dipendente e studente si farà carico di garantire il decoro e la conservazione di tutti i beni.

9.      Aule, laboratori, corridoi ed altri spazi comuni dovranno quindi essere conservati, nel corso delle attività, nelle condizioni di ordine e pulizia esistenti all’inizio delle lezioni.

10.  Ogni docente è impegnato ad assicurare il rispetto di tale prescrizione, disponendo eventualmente che le classi inadempienti provvedano al ripristino con l’ausilio dei collaboratori scolastici in servizio.

11.  All’interno dei laboratori, docenti, collaboratori tecnici ed alunni sono tenuti al rigoroso rispetto delle norme di sicurezza. Le eventuali situazioni di inefficienza di macchine e/o impianti, tali da compromettere i livelli di sicurezza esistenti, vanno immediatamente eliminate dal Collaboratore tecnico responsabile, mediante la messa fuori servizio dell’apparecchiatura (o dell’impianto) e segnalate all’Ufficio Tecnico ed al Responsabile della Sicurezza. I laboratori dovranno essere muniti di un registro su cui l’assistente tecnico annoterà la data, l’ora di lezione, la classe e il docente presente.

12.  Al termine di ogni lezione, le attrezzature mobili usate per le prove debbono essere attentamente controllate dai docenti ed essere riposte negli armadi degli assistenti tecnici, contemporaneamente gli alunni provvederanno al riordino dei posti di lavoro.

13.  Gli assistenti tecnici nei laboratori di competenza provvederanno al termine delle lezioni ad una manutenzione ordinaria e ad una  verifica delle attrezzature.

14.  Per tutto ciò che attiene alla conduzione tecnica dei laboratori i docenti faranno espresso riferimento all’assistente tecnico assegnato al laboratorio.

15.  I trasferimenti di strumenti tra laboratori vanno concordati con il docente responsabile di laboratorio e da questi comunicati all’Ufficio Tecnico, prima della loro effettuazione.

16.  Furti, manomissioni, atti di vandalismo, ammanchi di qualsiasi natura vanno sollecitamente segnalati per iscritto, al Dirigente Scolastico dal docente in servizio o dall’Assistente tecnico che rileva il danno.

17.  Il costo dei beni mancanti o danneggiati sarà addebitato, per l’importo inventario, ai responsabili accertati o collegialmente all’intera classe individuata quale responsabile.

18.  Gli interventi di manutenzione straordinaria e di modifica agli impianti debbono essere autorizzati dall’Ufficio Tecnico.

19.  Per quant’altro non previsto si richiamano espressamente i Regolamenti Particolari dei singoli laboratori,  così come redatti dai Responsabili di laboratorio sentiti i Collaboratori Tecnici.

 
Art. 24 Assemblee degli studenti.

Assemblea d’Istituto.

1.      La partecipazione all’assemblea d’Istituto é un diritto - dovere di ogni studente.

2.      Ogni classe deve garantire la presenza di almeno il 20% dei componenti della classe.

3.      A tal fine i rappresentanti di classe consegneranno al Preside, entro il giorno precedente, l’elenco dei partecipanti.

4.      Il giorno prima dell’Assemblea si riunisce, nei locali dell’Istituto, il Comitato esecutivo e i rappresentanti del Consiglio d’Istituto e della Consulta per preparare i lavori dell’ o.d.g.. L’Assemblea d’Istituto e la riunione del Comitato Esecutivo sono comunicate con circolare del Dirigente Scolastico.

5.      Al termine delle due adunanze deve essere redatto il verbale che sarà consegnato in presidenza.

 

 Richiesta di Assemblea

6.      L’Assemblea viene richiesta dal Comitato studentesco o da almeno il 10% degli studenti.

7.      La richiesta deve essere presentata al Preside 5gg prima della data prevista corredata del relativo o.d.g. e della data ed ora di convocazione del Comitato Esecutivo e dei Rappresentanti d’Istituto, tale riunione sarà effettuata in orario extracurriculare.

8.      E’ consentita un’Assemblea al mese nel limite delle ore di lezione di una giornata. Altra Assemblea mensile può svolgersi fuori dall’orario delle lezioni.

9.      Non é consentita l’assemblea in orario scolastico negli ultimi 30gg. precedenti a quello previsto per la conclusione delle lezioni.

10.  Almeno tre assemblee annue avranno una durata di 5 ore e al loro interno potranno essere previsti incontri e dibattiti, anche con la presenza di esperti. Tali argomenti dovranno essere discussi e scelti nell’Assemblea di elezione del Comitato esecutivo(espressione dei rappresentanti degli studenti nei consigli di classe)e del Presidente dell’Assemblea.

11.  All’Assemblea d’Istituto possono essere invitati esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici. Detta partecipazione deve essere autorizzata dal Consiglio d’Istituto ,pertanto le richieste devono essere presentate al Dirigente Scolastico almeno 20 giorni prima della data stabilita.

 

Svolgimento dell’Assemblea

12.  L’ordinato svolgimento dell’Assemblea deve essere assicurato dal Presidente che viene eletto annualmente. Il Comitato Esecutivo, tra cui i membri viene scelto un segretario, coadiuva con il Presidente al regolare svolgimento dell’Assemblea stessa. Il Dirigente Scolastico e i docenti possono partecipare liberamente all’Assemblea ed  hanno potere di intervento nei casi di violazione del regolamento o di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell’assemblea.

 

 Assemblea di classe.

13.  Può avere luogo una volta al mese  durante le ore di lezione di una giornata e una volta al mese in orario extracurricolare.

14.  Non può essere tenuta nello stesso giorno della settimana, né nel mese conclusivo delle lezioni.

15.  Viene convocata dai rappresentanti di classe o dal 10% degli alunni della classe stessa.

16.  Il suo regolare svolgimento é assicurato dai rappresentanti che a turno fungeranno  da Presidente e da Segretario che dovrà redigere il verbale e  dopo la firma del Presidente e la lettura alla classe, sarà consegnato al Dirigente Scolastico.

17.  All’Assemblea è presente il docente in orario nella classe, il quale vigila sul regolare svolgimento della stessa. Qualora vi sia impedimento dell’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti o qualora non sia rispettato l’o.d.g.  il docente è autorizzato a sciogliere l’Assemblea.

18.  A richiesta degli studenti, le ore destinate alle assemblee  possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminariato e per lavori di gruppo .

   

-              N.B.   Per quanto non esplicitamente espresso, si fa riferimento agli Art. 42 e 43 del DPR n.416/74 e della C.27 dicembre 1979, n. 312.  

 

-          

 

Art. 25 (Durante i trasferimenti in altre aule o laboratori o palestre)

1.      Il Rappresentante di Classe cura la chiusura a chiave della porta dell’aula.

2.      Si esce dall’aula in modo ordinato e silenzioso.

3.      Per recarsi in palestra la classe deve obbligatoriamente essere accompagnata dal docente.

 Art. 26 (Durante il cambio dei Docenti)

1.      Il Rappresentante di Classe è responsabile della custodia del registro e del tesserino di classe.

2.      Non si esce dall’aula e gli studenti devono mantenere un comportamento corretto  per consentire l’ordinato svolgimento della vita della  Scuola..

Art. 27 (In caso di assenza del Docente)

·         Si attende la sostituzione senza disturbare le altre classi.

 

Art. 28 (Inizio e termine delle lezioni-ritardi-uscite anticipate)

  1. L’ingresso degli alunni  è ammesso dalle 8 e 15 alle 8 e 20, con lieve ritardo entro le 8 e 30. I docenti, contrattualmente tenuti ad essere in aula 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni. I collaboratori scolastici in servizio cureranno di essere presenti nelle rispettive postazioni, nel suddetto orario per esercitare la necessaria vigilanza. Essi inoltre garantiranno la vigilanza delle classi prive dell’insegnante durante il cambio d’ora.
  2. Alle ore 8 e 30 i cancelli vengono chiusi.
  3. Dalle 9.15 alle 9.20 è possibile essere ammessi in classe previa autorizzazione del DS o suo delegato.
  4. Le lezioni terminano alle 13 e 50. Non è ammesso attendere il suono della campanella nei corridoi.
  5. Le assenze e i ritardi devono essere giustificati con tempestività mediante l’apposito “libretto personale” fornito dalla scuola. Dopo cinque giorni continuativi di assenza si può essere riammessi in classe solo presentando una certificazione medica che attesti che l’alunno può riprendere la frequenza delle lezioni. Le assenze collettive della classe devono essere giustificate personalmente dal genitore;
  6. Gli alunni minorenni possono uscire dalla scuola prima della fine delle lezioni solo con la presenza di un genitore;
  7. La frequenza alle lezioni è obbligatoria. Entrate e uscite fuori orario hanno  carattere di eccezionalità e sono consentite esclusivamente al cambio d’ora.
  8. Le entrate in ritardo dovranno essere limitate al massimo onde consentire un regolare e corretto svolgimento delle lezioni. La procedura da osservare è  la seguente: Il numero massimo di permessi dovrà essere  tre a quadrimestre,  e dovranno essere annotati dal collaboratore del D. S. su di un registro generale di tutte le classi.
  9. Al quarto permesso l’allievo maggiorenne o minorenne potrà essere ammesso in classe solo se accompagnato da un genitore.
  10. Le entrate fuori orario sono ammesse dietro autorizzazione esclusiva del Dirigente scolastico o dei Collaboratori delegati, mediante presentazione del libretto personale dello studente, firmato da un genitore, per i minorenni e dello stesso studente se maggiorenne . In ogni caso la richiesta dovrà indicare una chiara e specifica motivazione . La procedura da osservare è la stessa per le entrate in ritardo.
  11. I permessi di uscita anticipata per alunni minorenni saranno concessi solo in presenza di un genitore.
  12. Solo in casi eccezionali la presenza del genitore potrà essere sostituita da idonea documentazione (impegnativa per visita medica, convocazione presso uffici od enti, etc.) e sempre sottoscritta da un genitore.
  13. E’ sempre prevista l’annotazione sul libretto personale.
  14. Gli alunni maggiorenni potranno uscire anticipatamente presentando richiesta sul libretto personale ed idonea documentazione ( impegnativa per visita medica, convocazioni presso uffici  od enti etc.).
  15. Per coloro che praticano attività sportiva, a livello agonistico , le richieste di uscita anticipata devono essere documentate di volta in volta , mediante richiesta scritta delle Società di appartenenza. La documentazione dovrà contenere l’indicazione del giorno , del luogo della convocazione.
  16. Tutti i permessi di cui sopra vengono concessi esclusivamente dal Dirigente Scolastico o dai Collaboratori delegati.
  17. Tutti i permessi di entrata ed uscita fuori orario vengono di norma sospesi nei 15 gg che precedono l’inizio degli scrutini.
  18. Le uscite dall’aula dovranno essere limitate il più possibile ed i relativi permessi concessi in caso di effettiva necessità; in ogni caso i docenti consentiranno l’uscita ad un solo alunno per volta.
  19. Gli alunni potranno recarsi in Biblioteca, Segreteria Didattica, CIC, Ufficio del  Dirigente e altri locali di servizio dell’Istituto solo negli orari previsti da ciascuno  dei detti uffici ed i docenti non concederanno permessi fuori orario.
  20. Al termine delle lezioni  l’uscita degli alunni  dovrà avvenire in modo ordinato sotto la vigilanza del personale docente in servizio all’ultima ora , in concorso con i collaboratori scolastici presenti alle diverse uscite dell’edificio scolastico.

 

Art 29 (Comunicazioni Scuola – Famiglia)

I docenti comunicheranno con studenti e genitori nei modi sotto elencati:

1.      Nei giorni dei Colloqui Generali programmati dal Collegio dei Docenti all’inizio dell’anno scolastico e comunicati alle famiglie.

2.      Nel caso in cui gli studenti effettuino assenze prolungate e/o sistematiche, ovvero tengano comportamenti anomali, il coordinatore del consiglio di classe ne informerà i genitori.

3.      Il Dirigente Scolastico riceve, genitori ed alunni, nei giorni e nelle fasce orarie debitamente comunicate.

4.      I genitori potranno comunicare col Dirigente Scolastico anche in orari diversi previo appuntamento telefonico.

5.      I docenti non dovranno essere in nessun caso essere disturbati durante le lezioni. I collaboratori in servizio si faranno carico di riferire agli stessi comunicazioni urgenti da parte di genitori.

6.      I genitori che si trovassero nell’impossibilità di comunicare con i docenti negli spazi orari prestabiliti potranno far pervenire tramite i collaboratori in servizio la richiesta di un colloquio  previo appuntamento.

Art. 30 (Informazione alle famiglie)

La scuola provvede a fornire tutte le comunicazioni alle famiglie con una delle seguenti modalità:

1.      circolare letta in classe ed eventualmente affissa negli appositi spazi  dell’Albo d’Istituto;

2.      comunicazione scritta consegnata personalmente all’alunno;

3.      ettera scritta recapitata per posta;

4.      a mezzo telefono.

5.      I documenti di valutazione degli alunni sono consegnati agli alunni dai docenti incaricati entro 5gg dal termine delle operazioni di scrutinio.

6.      Eventuali riduzioni d’orario delle lezioni, dovute allo svolgimento di Assemblee Sindacali del personale scolastico o Assemblee Studentesche d’Istituto, sono rese  noto alle famiglie con circolare letta in classe.

7.      In caso di sciopero del personale scolastico, il Dirigente Scolastico comunicherà alle famiglie, almeno con 5gg dell’effettuazione dello sciopero, le prevedibili modalità del funzionamento del servizio scolastico, ivi compresa l’eventuale sospensione dell’attività didattica, così come previsto nelle disposizioni del vigente C.C.N.L del comparto scuola.

 

8.      Comunicazioni a mezzo telefono sono previste, anche su richiesta dei docenti, in casi eccezionali di:

9.      A fini informativi sono disponibili, all’interno dell’Istituto, appositi spazi per:

10.  I servizi di Segreteria provvedono mensilmente al conteggio delle assenze effettuate da ciascun alunno e qualora queste siano superiori ad un numero prefissato mensilmente dal Dirigente Scolastico ne danno comunicazione alle famiglie a mezzo lettera inviata per posta .

    

 

 

Segnalazioni guasti e problematiche varie  alla Presidenza e manifestazioni studentesche

 

 

 

 

 

 


TABELLA A - Infrazioni disciplinari NON GRAVI, FACILMENTE ACCERTABILI, INDIVIDUALI

DOVERI (art. 3 dello Statuto)

COMPORTAMENTI che si caratterizzano come infrazioni ai "doveri"

QUANDO scatta la sanzione?

CHI accerta e stabilisce?

COME? procedure

FREQUENZA REGOLARE

 "comportamenti individuali che non compromettano il regolare svolgimento delle attività didattiche garantite dal curricolo"

  • elevato n° di assenze
  • assenze ingiustificate
  • assenze "strategiche"
  • ritardi e uscite anticip. oltre il consentito (non documentate)
  • ritardi al rientro intervalli o al cambio di ora

dopo 4 volte
dopo 2 volte per disciplina
la definizione di "ass. strategiche" è lasciata ai reg. di classe o ai contratti tra singoli docenti e classi
dopo 4 volte
dopo 3 volte per disciplina (problema intervalli troppo brevi!)

il CONSIGLIO DI CLASSE (docenti, rappr. studenti e genitori)

·  redige il Regolamento di Classe che precisa, definisce ed eventualmente integra i comportamenti della seconda colonna

·  individua al proprio interno

l' "organo di disciplina"

i DOCENTI
comunicano al tutor (coord. di classe)le infrazioni avvenute durante le loro lezioni mediante nota di ammonizione sul registro di classe
il TUTOR
registra su una griglia predisposta le infrazioni e, una volta raggiunto il limite stabilito, informa e convoca l'Organo di Disciplina e i genitori

RISPETTO DEGLI ALTRI
"comportamenti individuali che non danneggino la morale altrui, che garantiscano l'armonioso svolgimento delle lezioni, che favoriscano le relazioni sociali"

·  insulti, termini volgari e offensivi tra studenti

  • interventi inopportuni durante le lezioni
  • interruzioni continue del ritmo delle lezioni
  • non rispetto del materiale altrui
  • atti o parole che consape- volmente tendono a emar- ginare altri studenti

Tutti quanti dopo 3 volte (a seguito di nota scritta sul registro)

IL TUTOR

·         accerta e raccoglie le infrazioni dello studente

·         comunica le infrazioni all'organo di disciplina e ai genitori

 

RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA E CHE TUTELANO LA SALUTE "comportamenti individuali che non mettano a repentaglio la sicurezza e la salute altrui"

  • violazioni involontarie dei regolamenti di laboratorio o degli spazi attrezzati
  • lanci di oggetti non contundenti

Per tutti sanzione immediata

L'ORGANO DI DISCIPLINA, composto da 1 docente, 1 genitore e 1 studente (nel caso qualcuno sia coinvolto nell'infrazione, si nominano sostituti)

·         accerta il numero di infrazioni e la loro veridicità

·         definisce la sanzione da applicare

l'ORGANO DI DISCIPLINA convoca lo studente quando ha raggiunto il n° di infrazioni previsto, definisce la sanzione (lavoro didattico extra, servizio alla classe, responsabilità su un particolare compito, lavoro utile per la scuola...), comunica la decisione (infrazioni e sanzione) alla famiglia dello studente, accerta che la sanzione sia stata conclusa

RISPETTO DELLE STRUTTURE E DELLE ATTREZZATURE "comportamenti individuali che non danneggino le strutture e le attrezzature didattiche"

·          mancanza di mantenimento della pulizia dell'ambiente

·          incisione di banchi/ porte

·          danneggiamenti involon tari delle attrezz. di laboratori ecc.

·          scritte su muri, porte e banchi

Per tutti sanzione immediata

 Il Preside su segnalazione dei docenti o del personale ATA

·          comunica all’organo di disciplina

·          invia censura scritta alla famiglia ed eventuale richiesta di risarcimento danni

 I docenti, il personale Ata, i compagni possono segnalare al Preside l’infrazione

 


 

TABELLA B - Infrazioni disciplinari GRAVI, INDIVIDUALI

 

DOVERI (art. 3 dello Statuto)

COMPORTAMENTI che si caratterizzano come infrazioni gravi

QUANDO scatta la sanzione?

CHI accerta e stabilisce?
secondo quali procedure?

 

  • ricorso alla violenza all'interno di una discussione/atti che mettono in pericolo l'incolumità altrui *utilizzo di termini gravemente offensivi e lesivi della dignità altrui

Per tutti subito

 

 

Il PRESIDE accerta la gravità dell'infrazione tramite istruttoria e di conseguenza convoca il Consiglio di Classe dello studente che ha commesso l'infrazione

Il CONSIGLIO DI CLASSE (docenti, rappr. degli studenti e dei genitori - se un rappresentante è parte in causa deve essere sostituito dal primo dei non eletti) decide se esistono gli estremi per una sanzione che preveda l'allontanamento dalla comunità scolastica, decide l'entità della sanzione, propone una sanzione alternativa

(vedi  tabella d)

RISPETTO DEGLI ALTRI (compagni, docenti, personale non docente)

  • propaganda e teorizzazione della discriminazione nei confronti di altre persone
  • furto
  • lancio di oggetti contundenti
  • violazione intenzionale delle norme di sicurezza e dei regolamenti degli spazi attrezzati
  • introduzione nella scuola di alcoolici e/o droghe

Per tutti subito

RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA E DELLE NORME CHE TUTELANO LA SALUTE

  • danneggiamento volontario di attrezzature e strutture (vetri, pannelli, strumenti di lab., attrezzi e suppellettili nelle palestre...)
  • infrazioni non gravi che si ripetono dopo sanzioni già applicate

Per tutti subito

RISPETTO DELLE STRUTTURE E DELLE ATTREZZATURE

 

 Alla terza sanzione

 


TABELLA C - Infrazioni disciplinari NON GRAVI, SANZIONABILI PECUNIARIAMENTE ("MULTA")

DOVERI (art. 3 dello Statuto)

COMPORTAMENTI che si caratterizzano come infrazioni ai "doveri"

QUANDO scatta la sanzione?

CHI accerta e stabilisce?

COME? procedure

RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA E DELLE NORME CHE TUTELANO LA SALUTE

·         infrazione al divieto di fumare all'interno della scuola

·         infrazione alle norme che regolano il parcheggio

·         utilizzo del telefono cellulare durante le lezion

·         infrazione all'obbligo di avere con sè il tesserino di riconoscimento e di mostrarlo su richiesta del personale docente o non docente 

ALL'ACCERTAMENTO DELL'INFRAZIONE

 

 

 

 

 

 

 

Il CONSIGLIO D'ISTITUTO STABILISCE

·          le procedure per i ricorsi all'Organo di Garanzia

·          le sanzioni ulteriori per chi non ottempera al pagamento della multa (aumento della sanzione pecuniaria e/o ricorso a sanzioni ulteriori)

·          l'entità delle sanzioni

·          chi è abilitato a emettere tali sanzioni

 

Procedure e modalità di emissione e pagamento della sanzione sono definite dal Consiglio d'Istituto
Devono ovviamente venire sanzionati tutti i trasgressori (non solo gli studenti, ma anche il personale docente e non docente) seppure con modalità che tengano conto del diverso stato giuridico e dei diversi ruoli di responsabilità ricoperti all'interno dell'istituzione. Anche l'entità della sanzione può essere opportunamente diversificata
Si suggerisce un periodo "di prova" per verificare la praticabilità e l'efficacia delle procedure

I fondi raccolti con queste modalità saranno messi a disposizione:

·          del CdI col vincolo di spenderli per il diritto allo studio o per interventi di prevenzione

o del Comitato Studentesco

RISPETTO DELLE STRUTTURE E DELLE ATTREZZATURE

  • danneggiamenti di strutture o attrezzature dovute a incuria o trascuratezza
  • aule e spazi lasciati in condizioni tali (per eccessivo disordine o sporcizia) da pregiudicarne l'utilizzo per le attività immediatamente successive

ALL'ACCERTAMENTO DELL'INFRAZIONE da parte del docente responsabile della classe o del docente dell'ora successiva o del personale non docente.

 

TABELLA D – Proposte di provvedimenti disciplinari alternativi -

Sospensione dalle lezioni per periodi non superiori ai quindici giorni per svolgere attività in favore della comunità scolastica in affiancamento ai collaboratori del Preside.

Il provvedimento viene inviato all’alunno e ai genitori

Frequenza obbligatoria alla 7 ora di un Corso di educazione alla legalità con intervento del CIC.

Il provvedimento viene inviato all’alunno e ai genitori

Prolungamento del Corso di educazione alla legalità

e intervento del CIC anche con la presenza dei genitori.

Il provvedimento viene inviato all’alunno e ai genitori

Non accettazione della iscrizione alla classe successiva

per gli alunni in obbligo scolastico il provvedimento viene rinviato all’anno successivo. Il provvedimento viene inviato all’alunno e ai genitori e al Provveditorato agli Studi(erogato dal Collegio dei Docenti);

Si allega: Statuto delle studentesse e degli studenti