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Il Laboratorio Musicale “Sandro Caruso”, nella ricorrenza dell’8 marzo, quest’anno ha riproposto un tema di respiro planetario, un omaggio alla donna, centro e fonte di vita, di ispirazione e di poesia. Per problemi di indisponibilità della sala dell’auditorium della Provincia di Caserta, lo spettacolo pro-UNICEF “Profumo di mimose” è stato posticipato al giorno 12 marzo 2009, ma lo spirito e i temi delle canzoni proposte dai partecipanti hanno reso omaggio alla donna come mai prima d’ora. Canzoni come “Malafemmena” del grande Totò, “Donne” di Zucchero, “Lei” di Elvis Costello interpretata e tradotta da Laura Pausini, “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, “Emozioni” del grande Lucio Battisti, “La canzone di Marinella” dell’indimenticabile Fabrizio De André, hanno suscitato grande partecipazione e riscosso successo non solo tra il pubblico, ma anche tra la giuria di professori, una novità di quest’anno che ha voluto premiare il miglior balletto, la miglior interpretazione, la canzone più attinente al tema della donna. Questo spettacolo ha inoltre permesso di raccogliere una cifra importante per l’UNICEF, per cui meritano un ringraziamento particolare i professori Renna, Gallicola e Tavano, referente del Laboratorio Musicale “Sandro Caruso”. La realizzazione dello spettacolo del laboratorio Musicale dell’ITI “F. Giordani” è stata possibile grazie soprattutto al prof. Pasquale De Marco che, pur essendo in pensione dallo scorso anno, rimane legato alla scuola e ai ragazzi,organizzando manifestazioni scolastiche utili a dare ampio spazio alle loro capacità e al loro talento. Noi giovani amiamo molto la musica. Essa è la più grande manifestazione di vita che possa esistere; in essa assumono forme astratte e sinuose la poesia, il canto, la bellezza; in essa rivivono i ricordi. Autrice di promesse e di speranze, padrona e sovrana la musica ci attende in un’ eco di mistero e solitudine. Gli applausi sono tutti per lei! Lo spettacolo del nostro istituto si è ispirato ai valori della musica e della poesia a cui si può accostare solo chi sa apprezzare il silenzio: il nostro ispiratore è stato il “grande” Vecchioni che, in una recente lezione all’università di Milano, così si esprimeva:” la musica si nutre di pause“(…) Come il bianco ha in sé tutti i colori, così il silenzio contiene – in potenza – tutti i suoni, in una condizione d’infinito, di eternità, di tempo fermo e sospeso. (…). Il silenzio è innanzitutto uno strumento di intelligenza, oltre che un mistero intimamente legato alla manifestazione della bellezza. Tutta la grande arte è silenziosa: un quadro di Van Gogh, per esempio, è fatto di silenzio e statue di silenzio sono le Madonne rinascimentali. Perfino all’interno della musica il silenzio ha una funzione indispensabile: le pause di una partitura, certi momenti in cui, durante l’opera, cantanti e orchestra tacciono insieme…(…) la suggestione più forte per me, è rappresentata dall’onda originaria che illumina e risuona. E’ quanto di più prossimo al silenzio, e nello stesso tempo già diverso dal silenzio, si possa immaginare. Un suono sottile come il respiro, come il linguaggio senza parole che gli innamorati condividono in segreto.” Clarissa Costanzo |