Legge anti-fumo: anno zero?
10 Gennaio: viene ”finalmente”
emanata la legge contro il fumo.
Che cosa succederà a coloro
che verranno sorpresi a fumare in luoghi pubblici? Niente paura, ci pensa lo
Stato. Sono previste multe salatissime per i trasgressori. A questo punto, noi
cittadini ci domandiamo: c’era veramente bisogno di un Decreto in difesa della
salute pubblica?
Per anni si è pensato che il fumo danneggiasse
soltanto i fumatori; invece, alcuni studi effettuati nei laboratori della
Philip Morris hanno evidenziato anche i notevoli danni prodotti dal fumo
passivo. Era stato dimostrato che mettendo, dei topi sotto l’azione del fumo
passivo, essi ricevevano alla mucosa nasale dei danni maggiori di altri topi a
cui era stato fatto inalare direttamente.
Nel timore di pregiudicare il
mercato, non solo della stessa multinazionale, ma anche delle altre case
produttrici il fenomeno è stato tenuto a lungo nascosto.
Ora però l’introduzione della
legge ha portato alla luce molte contraddizioni, ha suscitato vivaci polemiche
e ha fatto emergere molti contrasti. In primo luogo le resistenze degli
esercenti, che vedono ridursi le loro aspettative economiche, visto l’alto
numero di fumatori e la difficoltà materiale di imporre loro questa regola.
Perché a nessuno sfugge la
contraddizione che è alla base del decreto e che ci induce a chiederci: “ma chi controlla il controllore?”
Può lo Stato, detentore del
monopolio del tabacco impedire il fumo in pubblico?
Per garantire l’applicazione
della legge esso dovrebbe cedere il monopolio, e porsi come parte neutra,
eliminando così il conflitto di interessi. Non a caso possiamo ricordare la
storica sentenza del 9 marzo 2005, che ha condannato l’Ente tabacchi al
pagamento di 200 mila euro, quale risarcimento della morte di un fumatore per
cancro ai polmoni.
Poniamoci ora un altro
interrogativo: ”è cambiato qualcosa dal 10 Gennaio?”
Niente affatto: giovani,
genitori, docenti, e i cittadini in generale continuano a svolgere la loro “professione”,
perseverando nel vizio. E, nonostante l’assidua vigilanza, anche nelle scuole
assistiamo a “scene di fumo”. A noi ragazzi potrebbero invece essere offerti,
soprattutto da parte dei docenti, comportamenti esemplari del rispetto della
norma e azioni educativo – formative, per darci la possibilità di riflettere
sulle molteplici problematiche legate al fumo e per poter, in seguito, in piena
autonomia, scegliere se, come, cosa e
quanto fumare!!!
Valerio Graziano